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Massetti: «L’artigianato fa registrare ancora performance positive e segnali incoraggianti»

Nell’ultimo trimestre 2023, il comparto manifatturiero lombardo ha registrato una crescita grazie a un quadro economico generale meno negativo. I rischi geopolitici che minacciano il flusso degli scambi commerciali internazionali con i recenti problemi legati al Canale di Suez uniti al perdurare della crisi industriale tedesca e agli alti tassi d’interesse non intaccano il comparto manifatturiero che mostra una lieve crescita congiunturale della produzione industriale (+0,4%) ed artigiana (+0,7%). Grazie ai risultati di fine anno, il 2023 può essere considerato un anno in positivo con una media in aumento rispetto al precedente, sia per l’industria (+0,2%) che per l’artigianato (+1,8%).

Migliora anche il clima di fiducia frenato però da incertezza, evidenziata dall’aumento di imprenditori che non si aspettano variazioni di rilievo per produzione, fatturato e ordini. Eugenio Massetti, se l’aspettava oppure questi dati la colgono di sorpresa?

Eugenio Massetti è al vertice

«L’artigianato fa registrare performance positive, con segnali ancora incoraggianti soprattutto per il segmento 10-49 addetti - replica il presidente di Confartigianato Lombardia e Brescia -. La flessibilità è senza dubbio un elemento che contribuisce a spiegare la differenza rispetto alle prestazioni dell’industria, con una maggior duttilità delle piccole imprese ad adattarsi alle evoluzioni di mercato e agli scossoni degli scenari internazionali. Tale incertezza porta alla contrazione degli investimenti, che è l’elemento che più ci preoccupa, guardando al futuro, soprattutto in un’ottica d’integrazione di nuove soluzioni tecnologicamente avanzate. Naturalmente, i due universi - quello dell’industria e dell’artigianato - non possono essere scissi, nella lunga catena delle forniture, pertanto il nostro primo auspicio è che si torni a crescere con un certo vigore, sostenuti da un ritrovato equilibrio internazionale, della Germania in primis».

Il prof. Claudio Teodori, rilevando le ottime performance economiche e finanziarie riportate da mille Pmi bresciane negli ultimi cinque anni, si sofferma sui temi della crescita e delle competenze. Crede anche lei che questi due punti segneranno il futuro delle nostre imprese?

«Non vi sono dubbi. E le riporto alcuni numeri che lo confermano. I lavoratori, soprattutto quelli qualificati, sono sempre più difficili da trovare: nel 2023 le imprese italiane non sono riuscite a reperire il 45,1% della manodopera necessaria, pari a 2.484.690 posti rimasti scoperti, con un aumento del 4,6% rispetto al 40,5% del 2022. Le cose vanno peggio per le piccole imprese che nel 2023 hanno avuto difficoltà ad assumere il 48,1% del personale, e per gli artigiani la quota di lavoratori introvabili sale al 55,2%. Lo scorso anno, le Pmi non sono riuscite ad assumere 828mila lavoratori con competenze green, vale a dire il 51,9% del personale necessario con questo tipo di qualificazione. Non va meglio per i lavoratori con competenze digitali. Nel 2023 le piccole imprese ne cercavano 449mila capaci di gestire tecnologie relative a big data analytics, internet of things e robot. Di questi, però, 246mila, pari al 54,9%, sono risultati di difficile reperimento. Secondo un rapporto nazionale di Confartigianato, la ricerca di personale ha tempi medi di 3,3 mesi che possono superare un anno per trovare operai specializzati. Tutto questo per le piccole imprese ha un costo che Confartigianato quantifica in 10,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto per le ricerche di manodopera che durano oltre 6 mesi».

«I lavoratori, soprattutto quelli qualificati, sono sempre più difficili da trovare»

Come si potrebbe porvi rimedio?

«Per reagire alla carenza di personale, il 66% dei piccoli imprenditori ha adottato una serie di strategie. In particolare, un quarto delle aziende ha puntato sulla collaborazione con le scuole, soprattutto quelle ad indirizzo tecnico e professionale. Secondo Confartigianato, infatti, per il 72% dei lavoratori necessari alle piccole imprese è richiesto un titolo secondario tecnico o con qualifica o diploma professionale o una laurea Stem».

A cura di Numerica

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