Editoriale

Si è chiusa una stagione di crescita, ora Brescia affronta la sfida post Covid

di Erminio Bissolotti

La crisi finanziaria del 2008 è scoppiata negli Stati Uniti e come una valanga ha raggiunto e messo in ginocchio l’Europa in poco meno di sei mesi. L’emergenza sanitaria provocata dalla progressiva diffusione del virus Sars-CoV-2 è scattata in Cina all’inizio di quest’anno e in poche settimane si è propagata in tutto il mondo, mettendo in seria difficoltà la tenuta sociale di interi paesi. Il default dei mutui subprime così come la pandemia da Covid-19 sono stati, seppur con caratteristiche diverse, due traumi per l’economia globale; Brescia, che vanta una posizione di primo livello sui mercati internazionali, ne ha particolarmente subìto le conseguenze.

Il 9 ottobre del 1963, il primo giornalista che arrivò a Longarone, città del Bellunese travolta dall’acqua e dal fango della diga del Vajont, fu Gianpaolo Pansa. Il suo pezzo - che ha fatto storia - in prima pagina su La Stampa inizia così: «Scrivo da un paese che non esiste più». Ebbene, quest’anno chiudiamo la quindicesima edizione dell’inserto in una situazione molto simile a quella raccontata dall’indimenticato cronista, consapevoli che i bilanci 2019 segnano la fine di una lunga stagione di crescita per il sistema produttivo bresciano. Oggi, le nostre imprese si trovano nella morsa di un virus che non molla la presa e di fronte a un orizzonte carico di incertezze: la circolazione delle merci si è notevolmente ridotta, i flussi commerciali verso l’estero si sono ridimensionati, la cassa integrazione ha raggiunto livelli record e il Governo sta per approvare un secondo scostamento di bilancio in deficit. Molte fabbriche, per limitare la diffusione della pandemia, in primavera sono state costrette a fermarsi. Bar, ristoranti e altre attività commerciali sono ancora soggetti a dure misure restrittive. Insomma, il conto sarà salato per tutti.

Brescia vanta una posizione di primo livello sui mercati internazionali

Solo il prossimo anno, di questi tempi, capiremo quanto ha tolto il Coronavirus alle maggiori imprese bresciane in termini di fatturato, utili e solidità finanziaria. I numeri raccolti e riportati in questa edizione dell’Inserto Bilanci assumono una valenza maggiore perché diventano un parametro di riferimento, una sorta di benchmark, per valutare innanzitutto la dimensione delle «ferite» provocate alle aziende dall’emergenza sanitaria e in secondo luogo per capire come il Sistema Brescia può tornare sui mercati internazionali con un ruolo da protagonista.

Rispetto alle precedenti edizioni, peraltro, con la ormai consolidata collaborazione dell’Università degli Studi di Brescia abbiamo aggiunto alla nostra analisi dei bilanci 2017-19 anche il Rendiconto finanziario di quasi mille società bresciane. Grazie a questa riclassificazione dello stato patrimoniale definiamo la capacità delle stesse aziende di produrre flussi monetari e quindi riusciamo a definire quale impatto ha avuto il Covid-19 sulla loro liquidità.

Ogni giorno, da diversi mesi, il Giornale di Brescia riporta il numero dei contagiati, dei guariti e dei tamponi effettuati (ma non solo) per permettere ai nostri lettori di conoscere meglio l’evoluzione della pandemia. Contestualmente, con il portale bilanci.giornaledibrescia.it, ora aggiornato con tutti i valori presenti in questo inserto e di molti altri numeri certificati da istituzioni accreditate, le imprese potranno fare perno anche su un valido supporto online per calibrare i loro piani di rilancio. Brescia non ha tempo da perdere, Brescia è pronta a ripartire.

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