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Il presidente Agliardi: «Formazione, digitalizzazione e sblocco delle opere pubbliche per il rilancio»

Bortolo Agliardi, presidente della Associazione Artigiani di Brescia

L’autunno non sarà così grigio. Presidente Bortolo Agliardi, circa un mese fa, lei ha usato queste parole per descrivere l’attuale fase congiunturale. Oggi che tutta la Lombardia sta subendo le conseguenze di un secondo lockdown mantiene lo stesso giudizio?

«Il nostro Paese sta attraversando nuovamente una delle prove più difficili della sua storia e a farne le spese, oggi più che mai, sono le aziende di piccole dimensioni che hanno bisogno di risposte e di certezze. La speranza che l’autunno fosse meno grigio del previsto si è scontrata con i ritardi e i rimandi a prendere per tempo decisioni da parte dei nostri governanti. E di questo le piccole imprese ne stanno subendo le dirette gravi conseguenze.

«Ora più che mai la differenza non la fa il protocollo ma l’intelligenza delle persone»

Oggi il quadro economico è sempre più difficile e per quei settori colpiti dalle nuove chiusure si prospetta una stagione amara visto che non decollano dei sistemi di sostegno reali».

Da mesi Brescia sta definendo una strategia per liberarsi da questa situazione di impasse. Quali sono i punti essenziali di un piano di rilancio del Paese?

«Sblocco delle opere pubbliche, formazione e digitalizzazione sono quelle misure da sempre auspicate dall’Associazione Artigiani e che devono essere accompagnate da un aumento della produttività, in particolare della P.A. chiamata a pianificare e presentare progetti finanziati e garantiti dal bilancio Ue. Viviamo in un momento dove regna l’incertezza legata a provvedimenti che vorrebbero rilanciare il Paese e che nella maggior parte dei casi si rivelano pasticciati e scarsamente incisivi. Un esempio per tutti il superbonus 110%».

In Associazione che necessità riscontrate dalle aziende?

«Maggiore chiarezza e più facile attuazione delle norme. Per le aziende artigiane sono troppi e non sempre chiari gli adempimenti burocratici che rendono spesso inefficaci il sostegno. Ce lo hanno ribadito anche nell’ultimo sondaggio del Centro Studi Poisa al quale hanno risposto 1.500 imprese dei diversi settori».

Alla luce di queste esigenze palesate dalle imprese, quali sono gli strumenti che l'Associazione Artigiani mette in campo?

«Precise e definite le dinamiche che hanno condotto la nostra Associazione ad essere veramente al fianco dei soci: innanzi tutto abbiamo fornito e forniamo indicazioni di indirizzo agli associati sulla realtà della situazione e la gravità di questa epidemia. Abbiamo condiviso la costituzione di protocolli, differenziandoli per categorie. Perché la differenza non la fa il protocollo ma l’intelligenza delle persone, la formazione e la capacità di usare chi lavora a scrivere i protocolli. Stiamo fornendo altresì le indicazioni alle Istituzioni di riferimento delle varie storture che i nuovi provvedimenti di chiusura hanno causato danneggiando le imprese».

A cura di Numerica

Editoriale Bresciana