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Il presidente Deldossi: «Attenzione all’ambiente e digitalizzazione configurano il futuro dell’edilizia»

L’ emergenza sanitaria è come se avesse mescolato tutte le carte in tavola, ridefinendo i tratti del contesto economico in cui operano le nostre aziende. Sostenibilità, innovazione e digitale sono alcuni degli elementi che segnano il futuro del comparto manifatturiero e su cui fa leva il mondo dell’edilizia. Presidente Massimo Angelo Deldossi con quali prospettive?

Massimo Angelo Deldossi

«Attenzione all’ambiente e digitalizzazione sono due elementi primari che configurano il presente e il futuro dell’edilizia. Un costruito innovativo e più responsabile in termini di sostenibilità è un costruito capace di ridisegnare spazi e strutture di vita e di lavoro per consegnare alle nuove generazioni città a misura d’uomo, più vivibili e sicure. Produrre con materiali di ultima generazione, certificati ed ecocompatibili contribuisce a delineare il domani che auspichiamo per i nostri figli e per chi verrà dopo di loro. Un domani che presenta, ad esempio, spazi riqualificati e infrastrutture moderne, immobili confortevoli e meno energivori, un’economia circolare efficiente e diffusa, un maggior utilizzo di energie verdi rinnovabili. La prospettiva futura che accomuna tutti gli sforzi del comparto manufatturiero è sicuramente la volontà di migliorare in modo deciso la qualità della vita».

In una fase particolarmente delicata per il rafforzamento della crescita di tutto il Paese, quali sono le vostre principali richieste al governo?

«Tra le principali problematiche sollevate al governo segnalo in particolare l’aumento smisurato delle materie prime e la conseguente difficoltà di reperirle, le carenze del Codice appalti, la scarsità di manodopera e di figure professionali, la necessità per i bonus edilizi di una normativa stabilizzata nel tempo che dia la possibilità a famiglie e imprese di programmare la propria attività e infine la rigenerazione urbana che è ancora ai blocchi di partenza. Chiediamo misure concrete e tempestive, con strategie di medio-lungo termine e strutturate per essere agevolmente applicate e diffuse».

La revisione del catasto può assumere un ruolo centrale nella transizione ecologica?

«La riforma del catasto non deve diventare un pretesto per aumentare le tasse»

«Sì, soprattutto considerato che l’attuale normativa sembra premiare i fabbricati energivori e a rischio sismico. La riforma del catasto non deve però essere un pretesto per aumentare le tasse sulla casa. Se l’obiettivo è quello della decarbonizzazione totale al 2050, occorre adottare politiche che incentivino la produzione, l'acquisto o il possesso di immobili ad alta efficienza energetica, riconoscendo loro un trattamento fiscale di favore».

Quali sono i principali strumenti che mette a disposizione l’Ance per sostenere i propri associati nel loro progetto di crescita?

«La nostra associazione sostiene le imprese iscritte fornendo utili strumenti e canali d’informazione e aggiornamento sulle principali tematiche d’interesse per il settore. Nasce con questo obiettivo "Costruire il futuro", bimestrale distribuito ad aziende, studi tecnici e istituzioni, che non manca di promuovere esempi di costruito virtuoso. Ance Brescia garantisce, inoltre, consulenza gratuita continuativa e occasioni di formazione per imprenditori, professionisti e maestranze. Gli associati beneficiano anche delle convenzioni stipulate con banche, enti e assicurazioni. Nella fase di fermento caratterizzata dai bonus edilizi, Ance Brescia ha realizzato anche una piattaforma online, MyBonusNow (www.mybonusnow.it) per favorire l’incontro tra imprese e possibili committenti, stringendo sinergie con realtà che possono aiutare nell’accesso a un finanziamento dedicato e alla successiva cessione del credito agli intermediari finanziari».

A cura di Numerica

Editoriale Bresciana