Fabbrica d’Armi Pietro Beretta

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Il gruppo poggia la sua strategia su tre pilastri: digitalizzazione, capitale umano e sostenibilità

Pietro e Franco Gussalli Beretta con il padre Ugo Gussalli Beretta

In questi anni l’azienda sta procedendo al compimento di una vera rivoluzione - spiega Franco Gussalli Beretta, presidente di Fabbrica d’Armi Pietro Beretta - che si poggia su questi tre pilastri: digitalizzazione, capitale umano e sostenibilità.

Beretta ha conosciuto la digitalizzazione negli Anni ’70 con il primo Datacenter. Nel presente, è il 2010 quando l’elettronica prende a braccetto le nostre armi procedendo, di pari passo, con l’integrazione delle novità con il capitale umano. Cambiamenti che i mercati hanno recepito in modo straordinariamente positivo. A fare da collante abbiamo voluto ci fosse una spiccata e pioneristica tensione alla sostenibilità nella sua più ampia accezione».

Tutto è poi stato declinato nel Progetto BePlanet per creare nuove efficienze su acqua, suolo, energia ed emissioni. In questo senso, di nodale importanza è il Progetto Life: Beretta ha ottenuto un finanziamento dalla Commissione europea di 3,2 milioni di euro (dei quali, 1,76 a fondo perduto). L’obiettivo è mettere al bando il Cromo esavalente dal processo produttivo.

Franco Gussalli Beretta: «Stiamo procedendo al compimento di una vera rivoluzione»

Il progetto, che viene portato avanti con i partner Duralar e Csmt, mira a individuare nuovi trattamenti che garantiscano al prodotto Beretta almeno le stesse performance.

«In pratica - spiega l’ingegner Carlo Ferlito, direttore generale di Fabbrica d’Armi Pietro Beretta - stiamo sperimentando un rivestimento denominato Dlc (Diamond-like carbon) che sfrutta due proprietà ben note del carbonio: la durezza del diamante e la facilità di scorrimento della grafite. Siamo solo all’inizio di un duro lavoro di innovazione, ma abbiamo la strada ben tracciata».

Di straordinaria importanza anche la performance di Beretta Industrie, guidata da Pietro Gussalli Beretta, che spiega: «Il 2020 è stato un anno positivo per Beretta Industrie, la subholding di Beretta Holding che controlla tutte le attività italiane, grazie soprattutto alla crescita registrata nei mercati esteri e in particolare negli Stati Uniti, che testimonia come l’internazionalizzazione del gruppo porti molteplici benefici anche alle imprese nel nostro Paese. Proseguiremo nei prossimi anni nello sviluppo di significativi investimenti nelle aziende italiane, che nel 2020 sono stati pari a 15 milioni (60% del totale del gruppo), per renderle sempre più competitive e tecnologicamente avanzate. Il made in Italy rimane simbolo di eccellenza riconosciuto nel mondo e faremo del nostro meglio perché i prodotti realizzati dalle nostre aziende siano sempre un passo avanti rispetto alla concorrenza e che servano al meglio le esigenze sempre in evoluzione dei nostri clienti: cacciatori, sportivi e Forze dell’ordine».

A cura di Numerica

Editoriale Bresciana