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Il presidente Gritti: «Diventa ancora più stringente la necessità di affinare le informazioni gestionali»

Severino Gritti

Dopo una lunga corsa il nostro comparto manifatturiero rallenta il passo: nel terzo trimestre di quest’anno la produzione industriale ha subito una frenata per via dell’aumento dei costi dell’energia e per gli effetti collaterali al conflitto in Ucraina. Presidente Severino Gritti, il sistema economico pare condizionato da molte incertezze: uno status che probabilmente anche voi professionisti, che operate a fianco degli imprenditori, state riscontrando. All’orizzonte si prospettano tempi difficili?

«Proprio in questi giorni Confindustria Brescia ha presentato l’esito di una ricerca condotta da una primaria società di consulenza e revisione internazionale, iniziativa a cui anche il nostro Ordine ha aderito. La survey ha mostrato come i bilanci 2021 siano andati in realtà bene, dopo le significative flessioni del 2020, e probabilmente anche i bilanci 2022 presenteranno segnali positivi nei ricavi e in parte anche nelle marginalità, ancorché certamente incise dai maggiori costi energetici e di fornitura delle materie prime. In questo ultimo periodo tali voci di costo sembrano presentare una almeno parziale flessione, il sistema però patisce incertezza. Anche in presenza di risultati positivi c’è la forte preoccupazione che si tratti di situazioni temporanee o sporadiche e che invece il futuro prossimo possa riservare forti difficoltà. In questo contesto diventa ancora più stringente la necessità di affinare i sistemi di rilevazione delle informazioni gestionali, di sforzarsi nella pianificazione e nel controllo di gestione, anche per correggere rapidamente le strategie aziendali in presenza di andamenti anomali o critici. Inutile dire che in questo senso il ruolo della nostra professione è fondamentale per aiutare le imprese».

Al netto degli interventi di politica economica che farà il Governo, da tempo l’Ordine nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili insiste per una semplificazione delle norme fiscali. Questa necessità sarebbe funzionale anche in momento come quello attuale?

«Un sistema fiscale efficace ed efficiente rappresenta una vera e propria "infrastruttura" per l’attività produttiva»

«Da tempo e da più parti si invoca la semplificazione del sistema fiscale. Un sistema fiscale efficace ed efficiente rappresenta una vera e propria "infrastruttura" per l’esplicarsi delle attività produttive. Posta la necessità di una pianificata riduzione del carico fiscale, a partire dal cuneo fiscale, le imprese e i professionisti invocano da tempo una semplificazione reale, e non solo nominale, degli adempimenti normativi. Gli oneri "indiretti" legati all’adempimento tributario, rappresentati da costi e rischi derivanti da procedure e dichiarazioni sempre troppo complicate, incidono e non poco sulla gestione aziendale. Il sistema produttivo ha bisogno di regole chiare (e possibilmente poche)».

Il vostro sollecito a una semplificazione delle norme fiscali contempla anche la lotta all’evasione?

«Certamente. Parallelamente alla semplificazione del sistema è importante consentire un recupero delle aree di evasione. Un sistema più semplice renderebbe più semplice anche l’attività di recupero. Nel contempo rende più difficile la vita agli evasori "coscienti"».

A cura di Numerica

Editoriale Bresciana

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